LE MIE PAGINE

Cerca nel blog

giovedì 20 maggio 2010

IL RISO (usi e costumi sui cibi)

Il primo documento che dimostra la coltivazione del riso in Italia risale al 1475 ed è una lettera di Galeazzo Maria Sforza, il quale prometteva di inviare dodici sacchi di riso al Duca di Ferrara. Con l’avvio della coltivazione in Lombardia il riso, da prodotto di uso esclusivo degli speziali, divenne un elemento dell’alimentazione dei Lombardi.

Il riso è un altro mio leitmotiv non tanto perchè lo cucino in continuazione ma perchè, come dice il mio musicista preferito, sono una "pantegana della padania" e come imprinting ho le coltivazioni di riso ....tanto che da piccola urlavo " mamma guadda , è arrivato il nottro maieee" - mare- !!
Ricette di riso ce ne sono a milioni, è un pò come le melanzane per i siciliani, se non sai che cucinare fai il riso e qualcosa ti esce; certo , ci sono accorgimenti e trucchi che bisogna sapere , vediamo cosa posso dirvi anche se sono certa che qualcosa ora mi sfuggirà....
Io uso un Superfino Carnaroli che compro da un'azienda vicino a casa mia e devo assolutamente dire che il riso che si trova in commercio ( quello per intenderci "di marca") proprio non regge il confronto : cercate negli scaffali , guardate il produttore e non vergognatevi di comprare una marca sconosciuta se nell'indicazione trovate un'azienda locale e.... se siete lontani dalle zone tipiche acquistatelo online piuttosto , ne va della riuscita del risotto !!
Ora vi dico le cose che ho imparato dalle nonne ( magari qualche cuoco avrebbe da ridire, chissà....) :
  1. per i risotti NON LAVATE mai il riso , "correrebbe via" nel piatto invece di amalgamarsi
  2. il soffrittino è fondamentale e se non è una ricetta solo vegetale , starebbe bene del midollo di osso al posto del burro ( pocho però , mi raccomando)
  3. una volta aggiunto l'ingrediente fondamentale al soffritto e poi fatto TOSTARE il riso ( altra cosa da fare assolutamente) potete spegnere il fuoco e lasciarlo lì anche un'oretta/due. Ricordo che un anziano abitante della Valcasotto ( che è in Piemonte) mi disse : "fa il riso col Testun -formaggio duro e di sapore deciso- e poi quando l'hai tostato dimenticalo , così hai tempo per fare i mestieri -lavori domestici-"
  4. il BRODO lo dovete aggiungere lentamente e poco alla volta, non lo annegate il povero riso....
  5. il riso lo dovete SEGUIRE una volta che iniziate la cottura, lo dovete guardare crescere e aumentare, rimestare sempre ( un pò come la polenta) , insomma dovete amarlo perchè ha bisogno di voi per essere buono....

2 commenti:

  1. Ciao Simona ho conosciuto il tuo blog tramite il blog hop e devo dire che mi piace moltissimo ,io amo molto le ricette della tradizione !!

    RispondiElimina
  2. brava Simona! ho curiosato un po' e mi piace il tuo modo di fare cucina, ti seguo ;)
    Grazie per i consigli sul riso, io ne sono amante e concordo sul fatto di cercare tra i produttori della zona. Un abbraccio!

    RispondiElimina