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giovedì 23 dicembre 2010

TANTI TANTI TANTI AUGURI


Per qualche giorno sarò assente dal mio blog e dai vostri perciò voglio ora , sinceramente , farvi tantissimi auguri di buone feste 
e ringraziarvi di cuore per come mi avete accolto ed accompagnato nel vostro mondo.
Mi avete visto nascere ed aiutato a fare i primi passi e vi assicuro che già "cose belle" mi sono accadute....ma questa è un'altra storia che vi racconterò nel 2011.
Un abbraccio forte a tutti !!!!!!!!!!!
Simona

martedì 21 dicembre 2010

SPAGHETTI DELLA FOSSA DELLE FELCI (primi,pasta,sicilia)


Ricetta della meravigliosa isola di Salina dalla quale prende il nome : Fossa delle Felci è il nome del monte più alto delle isole Eolie  e  le felci si trovano proprio  a corollario della bocca del vulcano .
Questa ricetta ha subito come sempre accade varie modificazioni per meglio incontrare i gusti delle nuove generazioni ; io l'ho assaggiata in loco  così come veniva cucinata e devo dire che  , partita un pochino prevenuta poi avrei voluto fare il bis …il gusto è veramente particolare e con pochi accorgimenti sulle proporzioni potete farla vostra , su misura…..

SPAGHETTI DELLA FOSSA DELLE FELCI
Per 4 p
  • 400 gr spaghetti
  • succo di ½ limone grosso
  • ½ bicchiere di Marsala delle isole
  • 1 cipolla di media grandezza
  • 1 manciata di capperi sotto sale, di Salina
  • pecorino siciliano stagionato
  • olio , burro
  • sale, pepe.

Mentre cuociono gli spaghetti , far sciogliere ( anche a bagno maria ) il burro con la cipolla tritata non troppo finemente : mi raccomando , il burro deve rimanere crudo, non cuocere !
In una ceramica da portata sbattere con una frusta dell’olio con il marsala o zibibbo, aggiungere cipolla e burro, i capperi lavati, il succo del limone e una abbondante grattugiata di pecorino.
Aggiustare di pepe e sale ( fare attenzione che poi al palato arriveranno anche i capperi che erano sotto sale) quindi rovesciare dentro la pasta colata ma non troppo .
Servire.



martedì 14 dicembre 2010

GIVEAWAY

...perchè tutte le forme di creazione sono meravigliose......

STUFATO DI MAIALE (secondi,maiale,lombardia )


Questa è una ricetta tipica della zona di Lecco e l’originale antica prevedeva una marinatura preventiva della carne nello stesso vino poi di cottura di 24 ore in più il coperchio era ben sigillato addirittura da un cordone di pasta pane, ecco perchè si usava la terracotta, sia per i sapori che tratteneva attraverso le ore di bagna sia per lìadesione della pasta senza bruciature della stessa.

STUFATO DI MAIALE
per 4p

  • 1 kg circa di polpa di spalla di maiale (non troppo magra)
  • Carote
  • Burro
  • Farina
  • ½ l vino rosso corposo ( io ho usato un Barbaresco ma se cucinato con cabernet della zona di            
  •                                             Montevecchia.....)
  • 1 bicchierino di grappa
  • Pepe,ginepro2/3 grani ,noce moscata macinata ,alloro 2 foglie  e cannella in polvere
  • Sale


Fare dei tagli nella carne ed inserire le carote tagliate a listarelle; infarinare il blocco e rosolarlo in una cassseruola dove è stato sciolto e cotto il burro.

Quando tutta la carne è ben sigillata bagnarla con la grappa e a fuoco vivace farla evaporare.
Nel frattempo in una casseruola ( io ne uso una di terracotta dedicata alla carne) sciogliere una piccola noce di burro e trasferirci dentro la carne,il vino rosso,tutti gli aromi e il  sale ; coprire e cuocere , a fuoco moderato , ad oltranza  girando ogni tanto il pezzo
Servire a fette o a bocconi irrorando  con il sugo di cottura che prima andrà filtrato  su un letto di polenta morbida




Questa ricetta partecipa al contest 


venerdì 10 dicembre 2010

IL MIO PRIMO PREMIO

Beh...per me che , nel mondo blog, sono "appena nata" quasi, sono contentissssssssima...
Grazie a Monella Golosa de Ricette Sarde , Golose e Light



ZAMPE POLLO - GELATINA NATURALE - BRODO

Eccomi, finalmente dopo tanto pensare ( di questo non ho nulla di scritto ) cercando di portare alla luce i miei ricordi “contadini” cucino quello che di più strano mangiavamo quando questo ingrediente si trovava più facilmente , anche nelle botteghe in centro Milano dove ho vissuto per un po’ : le ZAMPE DI POLLO !!!
Le ho cucinate in due modi diversi, dalla cottura ho poi utilizzato il prodotto e realizzato altre due ricettine ....che si vuole di più da un ingrediente così povero e tanto strano ?

Per entrambe le ricette bisogna preparare le zampe :
una alla volta, da crude, con un coltello da colpo , togliere le unghie quindi passarle sulla fiamma tenendole da una estremità e, dopo lo sfrigolio, togliere la pelle dura ; girarle e fare lo stesso dall’altra parte ; questo perchè le zampe sono ricoperte da una spessa pelle che una volta cotta darebbe molto fastidio mangiarla.

ZAMPE DI POLLO LESSE
  • Zampe di pollo
  • Carota
  • Sedano
  • Dado vegetale casalingo
 Ad acqua fredda far bollire il tutto per almeno 2 ore, se volete mangiare le verdure condite con olio ricordare di scolarle prima .
Servire le zampe caldissime accompagnadole con spinaci e le verdure cotte insieme al pollo.


BRODO DI POLLO
Con il brodo che avrete ottenuto potete servire un ottimo consommè ( beh quasi...senza uovo)  accompagnato da bignès ( posterò la ricetta ) fatti insaporire in olio e rosmarino.
Il brodo di pollo si sa essere un toccasana per le malattie influenzali poichè ha proprietà antinfiammatorie  ( i grandi rimedi della nonna che si scoprono avere fondamenta scientifiche ! ! )


GELATINA TUTTA NATURALE
Fate bollire ancora 1 ora il brodo ( diventando 3 in tutto ) , filtrarlo se avete bisogno di gelatina più limpida, e fatelo raffreddare in frigorifero ; per lo spessore sta a voi scieglierlo a seconda del contenitore prescelto.
Il giorno dopo avrete una gelaina super-dura .



ZAMPE DI POLLO ARROSTO
Si possono usare zampe crude oppure precedentemente bollite.
Mettere in una teglia olio , rosmarino e salvia; unire le zampe e cuocerle come un normale pollo arrosto oppure la stessa teglia metterla in forno e cuocere a 160° fino a cottura mescolandole spesso ed ammorbidendole con il condimento ; se si dovesse asciugare aggiungere del brodo caldo.
Ovviamente accompagnarle con delle patate arrosto al rosmarino !






giovedì 9 dicembre 2010

FARAONA AL LATTE CON CASTAGNE E PRUGNE (secondi,selvaggina,lombardia)


FARAONA AL LATTE CON CASTAGNE E PRUGNE
Per 6 p

  • 1 faraona
  • 1 l latte
  • 100 gr lardo pestato
  • 70 gr castagne secche
  • 70 gr prugne secche ( le più morbide che si trovano)
  • 30gr pancetta a cubetti tritata
  • 60 gr circa di burro
  • fettine di pancetta stesa
  • sale,pepe,spago da cucina

Mettere a bagno nel latte le castagne.
Lavorare il lardo pestato con la pancetta tritata; aggiungere alcune castagne grossolanamente rotte a mano e qualche prugna a pezzettini , mescolare fino a comporre un impasto piuttosto sodo.
Tagliare la faraona a pezzi ; stendere una fetta di pancetta , spalmarla dell’impasto di lardo ,aggiungere 1 castagna e 1 prugna quindi avvolgere il pezzo e legarlo con dello spago.
In una padella sciogliere il burro ed aspettare che sfrigoli quindi adagiare i pezzi di faraona, unire le restanti prugne e castagne.
Far ben rosolare la pancetta che avvolge la faraona quindi bagnare con il latte che è stato usato per ammollare le castagne fino a cottura ultimata. Regolare gradatamente  il sale e il pepe.















Questa ricetta partecipa al contest

lunedì 6 dicembre 2010

FRITTATA ROGNOSA-FRITADA RUGNUSA ( lombardia,secondi,uova)


Ecco una ricetta semplice semplice , io l’ho fatta esattamente come ho scoperto la si faceva nelle campagne della Bassa Padana .
Veniva chiamata “RUGNUSA” perché i pezzettini di salame rendevano la superficie della frittata alquanto rugosa; dalle mie parti viene chiamata “FRITADA RUGNUSA” ma se esiste anche da voi mi piacerebbe sapere come veniva chiamata……

FRITTATA ROGNOSA-FRITADA RUGNUSA
per 6 p
  • 8 uova
  • 60 gr salame milanese (grana fine)
  • ½ bicchiere di latte
  • Burro
  • Sale

Tagliare il salame a cubetti.
In una ciotola rompere le uova,aggiungere il salame e il latte, sale e pepe, quindi versare il composto in una padella per frittata dove il burro si era precedentemente sciolto e cotto; coprire e cuocere a fuoco lento, girarla solo quando la superficie che vedete è solida.
La vedrete gonfiare come un soufflè  e quando si abbasserà si formeranno delle crepe tipo tagli nei dolci.